Muse o Influencer?

Pensieri, parole ed idee da vivere

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Chiara-Ferragni-davanti-alla-Venere-di-Botticelli-courtesy-Gallerie-degli-Uffizi

Clio, Talìa, Tersicore e le loro sorelle oggi si chiamano Ferragni, Comello, Matano, nomi diversi ma uguale funzione: ispirare, inflluenzare, orientare.

Gli strumenti sono è cambiati, ma il processo è uguale. Le prime usavano i sogni, i sussurri del vento, le immagini riflesse nell’acqua, i secondi usano i social, e lo fanno molto bene.

E allora perché scandalizzarsi se possiamo promuovere un’opera, un luogo d’arte, un testo attraverso loro? Perché scagliarsi inorriditi contro Chiara Ferragni che ha ben svolto il suo lavoro di moderna musa negli Uffizi, e con risultati assai lusinghieri?

La Ferragni ha visitato il museo accompagnata dal direttore Eike Schmidt ed ha postato su Instagram alcuni scatti che hanno inorridito i conservatori, amanti di un’arte per pochi eletti, ed entusiasmato i giovani follower della bionda musa che sono andati alla scoperta delle bellezze fototografate dalla Ferragni incrementando di un +27% i visitatori under 25.

Pazienza per i conservatori, i puristi, gli intellettualoidi che hanno dimenticato che solo un centinaio di anni fa la nostra arte si è evoluta attraverso il grido di battaglia dei poeti ed artisti decandenti, come Rimbaud, Baudelaire, Oscar Wilde, solo per fare qualche nome, convinti che bisognasse épater le bourgeoisie, sbalordire la borghesia.

E allora, viva le muse del 3° millennio!

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